Il viaggio nelle Filippine comincia spesso con una domanda semplice solo in apparenza: volete mare trasparente e barche tra isole calcaree, oppure una logistica più facile, qualche città di appoggio e tappe molto diverse tra loro? Proprio per questo, come organizzare un viaggio nelle Filippine richiede scelte chiare fin dall’inizio. In questo arcipelago immenso non vince chi prova a vedere tutto, ma chi costruisce un percorso coerente tra tempi, voli interni, traghetti, energia del gruppo e aspettative reali.
Questa guida è pensata per chi vuole organizzare davvero un itinerario Filippine in modalità Filippine fai da te, con focus su Palawan, Cebu, Bohol e Siargao. Inoltre, troverete confronti pratici tra le quattro destinazioni, idee di viaggio da 10, 14 e 21 giorni, indicazioni su budget, alloggi, connessione, documenti e prenotazioni. Per capire invece il dettaglio stagionale mese per mese, conviene affiancare questa lettura alla nostra guida su clima nelle Filippine e periodo migliore.

Come scegliere tra Palawan, Cebu, Bohol e Siargao
Se il vostro obiettivo è il mare più scenografico, Palawan resta la scelta che sposta l’ago della bilancia. El Nido e Coron hanno un paesaggio marino che colpisce subito: lagune, faraglioni, baie nascoste, snorkeling molto valido e giornate intere in barca. Tuttavia, sono anche le aree dove la logistica richiede più attenzione, perché i trasferimenti possono essere lunghi e il meteo incide parecchio sulle uscite in mare.
Se cercate una base più versatile, Cebu è spesso la soluzione più comoda. Da un lato avete un grande aeroporto internazionale e domestico, dall’altro un’isola lunga e frammentata in aree molto diverse. Di conseguenza, Cebu funziona bene per chi vuole combinare voli semplici, traghetti frequenti, qualche tappa balneare e l’accesso rapido a Bohol o ad altre isole vicine.
Bohol, invece, è la destinazione più equilibrata per chi desidera un viaggio rilassato, con spostamenti relativamente semplici, belle spiagge a Panglao e un interno interessante tra colline, fiumi e villaggi. Al contrario, Siargao ha un carattere più definito: atmosfera informale, pubblico internazionale, surf, caffè, strade tra palme e un ritmo più lento. Conviene inserirla quando volete una tappa con forte identità, meno “cartolina classica” e più stile di vita isolano.
Confronto pratico tra le 4 destinazioni
Per il mare da effetto wow, la coppia vincente è Palawan, soprattutto se il sogno sono lagoon tour e fondali da barca. Per lo snorkeling facile da organizzare, Coron ed El Nido sono forti, ma anche alcune uscite da Panglao e Siargao regalano belle sorprese, sebbene in modo meno scenografico. Quanto a natura terrestre, Bohol offre il mix più immediato tra mare e interno visitabile in giornata.
Sul piano della facilità logistica, Cebu e Bohol sono mediamente più semplici. Palawan richiede più incastri, mentre Siargao è lineare se la usate come isola finale o quasi finale, ma meno efficiente se cercate di infilarla in un itinerario già denso. Inoltre, sul fronte atmosfera, Palawan è più orientata alle escursioni, Cebu è funzionale, Bohol è morbida e adatta a ritmi tranquilli, Siargao è la più lifestyle.
Se viaggiate in coppia e volete il classico viaggio nelle Filippine da immaginario tropicale, Palawan più Bohol funziona benissimo. Se invece desiderate più varietà e meno incastri, Cebu Bohol è spesso la combinazione più intelligente. Se siete surfisti o amate ambienti creativi e rilassati, allora Palawan Cebu Bohol Siargao non va letta come lista obbligatoria, ma come ventaglio di identità da scegliere con selettività.

Quanti giorni servono davvero
Per un itinerario Filippine sensato, il tempo minimo realistico è 10 giorni netti, meglio ancora se 12 contando i voli internazionali. Sotto questa soglia rischiate di passare più tempo a spostarvi che a vivere i luoghi. Del resto, nelle Filippine le distanze sulla mappa ingannano: tra transfer per aeroporto, check-in, attese, traghetti e condizioni del mare, ogni cambio isola pesa più di quanto sembri.
Con 14 giorni cominciate a respirare. Potete costruire due isole piene oppure tre tappe ben calibrate senza trasformare il viaggio in una corsa. Con 21 giorni, invece, riuscite a dare senso anche a una combinazione più ampia tra Palawan, Cebu, Bohol e Siargao, lasciando margine agli imprevisti e a una o due giornate lente, che in Filippine servono sempre.
La regola pratica è semplice: 2 isole in 10 giorni, 2 o 3 isole in 14 giorni, 3 o 4 isole in 21 giorni. In ogni caso, è bene tenere presente che la qualità del viaggio migliora molto quando dormite almeno 3 notti per base, e possibilmente 4 nelle tappe principali come El Nido, Coron, Panglao o Siargao.
Itinerario Filippine di 10 giorni
In dieci giorni conviene essere disciplinati. La soluzione più efficace per un primo viaggio nelle Filippine è Palawan + Bohol oppure Cebu + Bohol. Nel primo caso vivrete il lato più iconico del mare filippino; nel secondo ridurrete la complessità logistica e avrete un ritmo più rilassato.
Un buon 10 giorni può prevedere 4 notti a El Nido e 4 notti a Panglao, con una notte tecnica vicino agli aeroporti solo se necessaria. In alternativa, 3 notti a Cebu/Mactan e 5 notti a Bohol funzionano bene per chi preferisce evitare troppi cambi e usare Cebu come snodo di arrivo e partenza. Al contrario, inserire anche Siargao o Coron in dieci giorni tende a comprimere troppo l’esperienza.
Se volete una struttura simile in un altro contesto asiatico insulare, può esservi utile anche il metodo usato nella nostra guida pratica alle isole della Thailandia del Sud, perché la logica di selezione tra isole, transfer e basi è sorprendentemente simile.
Itinerario Filippine di 14 giorni
Con due settimane si apre il viaggio che molti immaginano davvero quando pensano alle Filippine fai da te. La combinazione più equilibrata è Coron + El Nido + Bohol, oppure El Nido + Bohol + Siargao se volete inserire un’isola con più personalità e meno escursionismo classico.
Un esempio concreto è 3 notti a Coron, 4 a El Nido e 4 o 5 a Panglao, lasciando il resto ai trasferimenti. È un itinerario bello, ma richiede attenzione alle coincidenze. Se preferite un profilo più comodo, 4 notti a Cebu sud, 4 a Bohol e 4 a Siargao offre mare, qualche escursione, giornate lente e passaggi mediamente più gestibili.
In questa fascia di tempo, la vera differenza la fa la vostra priorità. Se inseguite il paesaggio marino, Palawan deve avere più giorni. Se invece volete un viaggio meno faticoso, Bohol va tenuta più lunga e Cebu va usata in modo funzionale, senza pretendere di esplorarla tutta.
Itinerario Filippine di 21 giorni
Tre settimane sono il tempo giusto per costruire un Palawan Cebu Bohol Siargao con logica. Qui potete dedicare 5 notti a Coron, 5 a El Nido, 4 a Bohol e 4 a Siargao, lasciando i giorni residui agli spostamenti e a eventuali notti di appoggio. Di conseguenza, il viaggio assume un ritmo finalmente maturo: meno ansia da check-in, più giornate intere, più margine per il meteo.
Un’alternativa molto intelligente è ridurre una tappa e approfondire di più le altre. Ad esempio, Coron + El Nido + Siargao è ottima per chi ama il mare e un’atmosfera più isolana; El Nido + Bohol + Siargao è più morbida e più varia. Eppure, anche con 21 giorni non conviene aggiungere tappe minori solo per riempire lo schema.
Le Filippine premiano la selezione, non l’accumulo. Proprio per questo, se avete tre settimane ma sapete di voler fare snorkeling, rilassarvi e dormire bene, può essere molto più soddisfacente togliere una tappa anziché inseguire una lista completa.

Come spostarsi tra voli interni, traghetti e transfer
La regola d’oro è questa: nelle Filippine i voli interni servono a risparmiare tempo, i traghetti servono a collegare isole vicine, i transfer via terra consumano spesso più energie del previsto. Perciò, quando costruite l’itinerario, non guardate solo la durata teorica della tratta, ma l’intera giornata che quella tratta può assorbire.
Cebu è uno snodo eccellente perché permette connessioni facili verso Bohol, Siargao e altri aeroporti domestici. Bohol si raggiunge bene via traghetto da Cebu e questo, in molti itinerari, evita un volo in più. Palawan, invece, va pensata con maggiore anticipo: Coron ed El Nido non sono tappe da improvvisare all’ultimo se volete orari comodi e tariffe ragionevoli.
È bene tenere presente che i trasferimenti locali possono allungarsi per traffico, strade lente, attese in porto e condizioni meteo. Di conseguenza, un piano realistico prevede arrivi in giornata senza incastrare subito un tour. Se atterrate a El Nido, Coron o Siargao, la scelta più saggia è spesso dormire, ambientarvi e uscire in mare il giorno dopo.
Palawan: come organizzarla senza errori
El Nido
El Nido è la risposta giusta se cercate il lato più cinematografico del viaggio nelle Filippine. Le giornate qui ruotano attorno all’acqua: island hopping, spiagge raggiungibili in scooter o triciclo, tramonti sulla baia e un’atmosfera molto turistica ma ancora magnetica. Tuttavia, proprio perché è una tappa molto richiesta, conviene prenotare con anticipo sia i voli sia gli alloggi centrali, soprattutto nei mesi migliori.
La base più comoda è il centro o una zona appena fuori, purché abbiate accesso semplice ai punti di partenza dei tour. Se invece scegliete spiagge più isolate per cercare quiete, dovete mettere in conto spostamenti più lunghi e meno libertà serale. Per El Nido, il criterio corretto non è solo “dove costa meno”, ma quanto tempo vi fa risparmiare ogni giorno.
Coron
Coron ha un’identità diversa. È meno spiaggia classica e più escursione marina, laghi, relitti, snorkeling e paesaggi rocciosi. Inoltre, è spesso apprezzata da chi mette al primo posto le uscite in barca e vuole giornate molto piene dal punto di vista naturalistico. Al contrario, chi sogna lunghe ore su una spiaggia facile davanti all’hotel può trovarla meno immediata di Bohol o Panglao.
La cittadina di Coron Town è una base funzionale, non seducente in sé. Si dorme lì per essere comodi ai moli, alle agenzie, ai ristoranti e alle partenze del giorno dopo. Di conseguenza, la scelta dell’alloggio deve privilegiare posizione, qualità del sonno e organizzazione dei transfer più che il fascino della struttura.
Logistica island hopping a Palawan
A Palawan l’island hopping è il cuore del viaggio, ma non conviene programmarlo in modo rigido al minuto. Le uscite dipendono dal mare, dal vento e dalla gestione locale dei gruppi. Proprio per questo, dovreste prevedere almeno 3 notti piene per ciascuna base marina importante e lasciare una giornata cuscinetto se avete un volo internazionale poco dopo.
Per chi viaggia in autonomia, la mossa più intelligente è concentrare gli sforzi logistici su arrivi e partenze, lasciando poi giornate più aperte sul posto. Non riempite lo stesso giorno con transfer lungo, check-in e barca al tramonto. Nelle Filippine questi incastri sulla carta sembrano ottimi; nella pratica, spesso vi fanno perdere il meglio del viaggio.
Cebu: snodo utile, ma da leggere bene
Cebu City e Mactan come porte d’ingresso
Cebu è spesso il punto di accesso più efficiente dell’intero itinerario. L’area di Cebu City e soprattutto Mactan, vicino all’aeroporto, serve benissimo come base tecnica d’arrivo o ripartenza. Del resto, non ha senso romanticizzare una notte di appoggio: qui conta essere vicini al volo, recuperare energie e ripartire senza stress.
Se arrivate tardi o partite presto, dormire a Mactan è quasi sempre la scelta migliore. Se invece avete una giornata piena, potete valutare Cebu City per avere più servizi, centri commerciali, ristoranti e collegamenti via terra. In ogni caso, Cebu come città è più utile che bella: va usata con intelligenza, non caricata di aspettative sbagliate.
Cebu sud e aree mare
Quando si parla di mare o attività, Cebu sud entra spesso nel piano. Le distanze però sono lunghe e la viabilità richiede pazienza. Perciò, se volete esplorare quest’area, è meglio fermarsi direttamente in una base del sud anziché fare avanti e indietro da Cebu City. Questa scelta cambia del tutto la qualità dei giorni.
Le zone costiere di Cebu funzionano bene per chi vuole combinare qualche uscita, giornate tranquille e accesso a traghetti o voli. Tuttavia, se il vostro sogno principale resta il mare più scenografico delle Filippine, Cebu raramente batte Palawan. La sua forza vera è la funzionalità logistica, non l’effetto sorpresa assoluto.
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Scopri di piùBohol: l’isola più equilibrata per molti viaggiatori
Panglao come base
Bohol è spesso la risposta più saggia per chi cerca un’isola semplice da vivere. Panglao offre alloggi per molte fasce di budget, servizi, ristoranti, trasferimenti accessibili e spiagge adatte a giornate lente. Inoltre, permette di gestire bene sia il relax sia le escursioni nell’interno senza cambiare hotel continuamente.
Per coppie, primi viaggi nelle Filippine e viaggiatori che non vogliono complicarsi la vita, Panglao è una base ottima. Se invece preferite ambienti più remoti, potreste trovarla un po’ più sviluppata e turistica. Eppure, proprio questa facilità è ciò che la rende una tappa molto efficace in un itinerario complesso.
Chocolate Hills e interno dell’isola
L’interno di Bohol aggiunge respiro a un viaggio tutto mare. Le Chocolate Hills non sono una tappa da vivere come semplice “spuntata”, ma come cambio di paesaggio e ritmo. Strade tra villaggi, vegetazione tropicale, fiumi e colline danno alla giornata una profondità diversa, soprattutto dopo diverse uscite in barca.
La bellezza di Bohol sta proprio qui: potete alternare una mattina in spiaggia a un pomeriggio nell’interno senza stress eccessivo. Di conseguenza, se nel gruppo ci sono gusti diversi, Bohol è una delle isole più facili da mettere d’accordo. Non sarà la più spettacolare in assoluto, ma è spesso la più equilibrata.
Spostamenti a Bohol
Gli spostamenti interni sono mediamente più semplici rispetto ad altre aree dell’arcipelago, soprattutto se usate Panglao come base unica. Questo riduce il numero di check-in e rende il viaggio più lineare. È una differenza importante, perché nelle Filippine la stanchezza logistica si accumula in fretta, anche quando le distanze non sembrano enormi.
Per questo motivo, Bohol è perfetta da posizionare in mezzo o alla fine dell’itinerario. Dopo una tappa più impegnativa come Palawan, offre un ritmo più gentile. Prima di un rientro da Cebu, inoltre, si collega bene e aiuta a chiudere il viaggio senza troppe frizioni.

Siargao: quando inserirla e per chi è adatta
Siargao non va aggiunta per moda. Conviene inserirla se cercate atmosfera, surf, caffetterie, strade di palme, locali piacevoli e un ritmo sociale rilassato. Non è la scelta più ovvia per chi desidera solo il mare più bello in senso classico, né per chi ha pochissimi giorni. È invece molto adatta a chi ama le isole con identità, anche senza inseguire ogni giorno una barca diversa.
Funziona bene come tappa finale del viaggio, perché vi permette di rallentare. Inoltre, si presta bene a soggiorni da 4 o 5 notti, che sono il minimo per assorbirne davvero l’atmosfera. Se avete un itinerario fitto e solo due notti da dedicarle, spesso vale la pena rinunciare e rafforzare una delle altre basi.
Il pubblico ideale è fatto di coppie informali, surfisti, viaggiatori che apprezzano lo stile locale internazionale e chi non sente il bisogno di “fare” qualcosa a ogni ora. In altre parole, Siargao rende di più quando la vivete, non quando la collezionate.
Dove dormire e come scegliere le basi migliori
Nel viaggio nelle Filippine, la scelta dell’alloggio è una questione di strategia più che di semplice comfort. Le basi migliori sono quelle che vi fanno risparmiare tempo, riducono i transfer e vi permettono di muovervi bene la mattina presto e la sera. Perciò, ha senso spendere qualcosa in più per una posizione valida, soprattutto a El Nido, Coron, Panglao e Mactan.
La regola più utile è evitare hotel bellissimi ma scomodi rispetto al punto da cui partono barche, traghetti o transfer aeroportuali. Inoltre, conviene distinguere tra base tecnica e base vacanza. Una notte vicino all’aeroporto di Cebu si sceglie per efficienza; quattro notti a Panglao o El Nido si scelgono per equilibrio tra accesso al mare, servizi e qualità del contesto.
Se desiderate ragionare su zone e basi con un metodo trasferibile, può esservi utile anche la nostra guida completa per organizzare il viaggio a Singapore, soprattutto per il modo in cui valuta quartieri, tempi e comodità reale rispetto all’itinerario.
Budget realistico: backpacker, medio e viaggio comodo
Per un budget backpacker, le Filippine restano accessibili, ma non economiche come qualcuno immagina quando si sommano voli interni, traghetti, transfer e uscite in barca. In media, chi viaggia in modo essenziale ma senza estremismi dovrebbe aspettarsi una spesa contenuta per dormire, mangiare locale e spostarsi, con il vero costo variabile concentrato nelle giornate di escursione e nei voli domestici.

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📍 I luoghi di questo articolo
Il profilo medio è probabilmente quello più sensato per la maggior parte dei lettori: camere curate, trasferimenti ben organizzati, qualche cena più piacevole, island hopping, e una certa elasticità sugli orari. Di conseguenza, il totale sale in modo percepibile, soprattutto nelle tappe più richieste di Palawan e nei periodi migliori dell’anno.
Per un viaggio comodo, il budget cresce soprattutto per alloggi ben posizionati, camere superior, transfer privati quando servono e margine per prenotare senza inseguire sempre la tariffa minima. Il punto chiave è questo: nelle Filippine spendere un po’ di più spesso non compra lusso, ma fluidità. E la fluidità, qui, vale moltissimo.
Quando prenotare voli, hotel e tratte interne
Se partite nei mesi migliori, conviene prenotare con buon anticipo tutto ciò che struttura il viaggio: voli internazionali, voli interni, prime e ultime notti, basi a El Nido, Coron, Panglao e Siargao. Del resto, aspettare troppo non significa solo pagare di più; significa anche perdere gli orari più comodi, che nelle Filippine sono spesso più preziosi della differenza di prezzo.
Le tratte semplici e frequenti, come alcuni collegamenti via Cebu o il traghetto per Bohol, lasciano talvolta più margine. Tuttavia, se l’itinerario è stretto, è meglio arrivare con il disegno già chiaro. Le uscite giornaliere in loco, invece, possono spesso essere gestite con maggiore flessibilità, salvo periodi molto pieni o festività importanti.
In generale, prima bloccate le ossa del viaggio, poi lasciate aperti i dettagli. Nelle Filippine questo approccio funziona meglio della pianificazione totale o dell’improvvisazione assoluta.
Documenti, assicurazione, SIM, soldi, salute e sicurezza
Prima di partire, verificate con attenzione passaporto, requisiti di ingresso, eventuali moduli richiesti dalla compagnia aerea o dalle autorità locali e validità residua del documento. È bene controllare sempre la situazione aggiornata poco prima della partenza, perché le regole possono cambiare. Inoltre, tenete una copia digitale dei documenti e un piccolo margine di contanti per arrivi serali o trasferimenti.
Su un itinerario così frammentato, un’assicurazione di viaggio è uno degli strumenti più sensati da attivare prima della partenza. Se volete valutarne una adatta a un itinerario con più isole e spostamenti, potete vedere questa soluzione per l’assicurazione viaggio. Sothra consiglia: per un arcipelago dove meteo, ritardi e piccoli contrattempi logistici sono parte del gioco, partire coperti rende la pianificazione molto più serena. Prenotate con anticipo per scegliere la formula più adatta al vostro stile di viaggio.
Per SIM o eSIM, conviene attivarvi prima o appena arrivati, sapendo però che la qualità della connessione cambia molto da isola a isola. Palawan e Siargao, in particolare, possono avere aree con internet meno stabile rispetto alle aspettative. Quanto a soldi e pagamenti, non fate affidamento solo sulle carte: portate contante sufficiente per trasferimenti, piccoli ristoranti, mance operative e zone meno servite.
Sul fronte sicurezza, il viaggio nelle aree turistiche principali è in genere gestibile con buon senso: attenzione a mare, scooter, sole, idratazione, oggetti di valore e spostamenti notturni lunghi. Per la sanità di viaggio, è utile avere una piccola farmacia personale, repellenti e la disciplina di non sottovalutare stanchezza e disidratazione. Anche la scelta delle scarpe conta: salire e scendere da barche e moli bagnati richiede più attenzione di quanto sembri.
Connessione internet, prese e dettagli pratici che fanno la differenza
Chi organizza un viaggio nelle Filippine fai da te tende a concentrarsi sui voli e a sottovalutare i dettagli piccoli. Eppure, sono proprio questi a migliorare il viaggio. Portate un adattatore universale, una power bank affidabile, custodie impermeabili, protezione solare seria e un cambio leggero nel bagaglio a mano per eventuali ritardi dei bagagli interni.
La connessione internet è sufficiente per orientarsi e lavorare in modo leggero in molte zone, ma non ovunque e non sempre con continuità. Perciò, scaricate mappe offline, screenshot delle prenotazioni e numeri utili. Inoltre, se avete voli o traghetti ravvicinati, arrivate sempre con margine: nelle Filippine il tempo va trattato con elasticità intelligente, non con rigidità europea.
Infine, non riempite ogni giornata. Lasciate spazio a un temporale, a un porto più lento, a una barca spostata di orario, a una spiaggia dove fermarvi più del previsto. In un arcipelago come questo, il miglior piano è quasi sempre quello che respira.
Cucina locale e come mangiare bene durante l’itinerario
La cucina filippina non è sempre il primo motivo per cui si parte, eppure merita curiosità. Durante il viaggio incontrerete una tavola fatta di riso, pesce, carni, marinature, agrumi, sapori agrodolci e influenze diverse tra isole e contesti urbani. Nelle zone turistiche troverete anche molta offerta internazionale, utile ma non sempre memorabile.
La strategia migliore è alternare ristoranti affidabili a pasti semplici e locali, osservando pulizia, rotazione dei tavoli e freschezza apparente degli ingredienti. A Palawan e Siargao la scena internazionale è spesso vivace; a Bohol e Cebu trovate più facilmente un mix tra cucina locale e comfort food per viaggiatori. In ogni caso, mangiare bene qui significa soprattutto non inseguire solo il posto “famoso”, ma scegliere luoghi pratici, ben gestiti e coerenti con i vostri tempi di giornata.
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Conclusione
Organizzare un viaggio nelle Filippine non significa mettere in fila isole bellissime, ma capire quale ritmo volete dare alle vostre giornate. La luce sulle lagune di Palawan, il passo più semplice di Bohol, la funzionalità di Cebu e l’aria libera di Siargao parlano a viaggiatori diversi, e proprio per questo l’itinerario giusto è quello che vi assomiglia davvero.
Se volete trasformare queste informazioni in un percorso concreto, con tempi realistici, basi ben scelte e passaggi fluidi tra le isole, potete scriverci su WhatsApp: vi aiutiamo a costruire un itinerario filippino chiaro, sensato e adatto al vostro modo di viaggiare.
FAQ – Domande frequenti per un viaggio nelle Filippine
Meglio Palawan o Bohol per un primo viaggio?
Se cercate il mare più scenografico, scegliete Palawan. Se preferite un’isola più semplice da gestire, con ritmo rilassato e buona varietà, Bohol è spesso più facile.
Si possono vedere Palawan, Cebu, Bohol e Siargao in 2 settimane?
Si può fare, ma raramente conviene. In 14 giorni è meglio concentrarsi su 2 o 3 tappe ben costruite, per evitare un itinerario troppo frammentato.
Quanti soldi servono per un viaggio nelle Filippine?
Dipende soprattutto da voli interni, stagione e livello degli alloggi. Il punto che pesa di più non è il cibo, ma la somma di trasferimenti, escursioni e notti nelle basi più richieste.
Cebu merita come tappa o solo come aeroporto?
Dipende dal vostro stile di viaggio. Per molti itinerari Cebu è soprattutto uno snodo molto utile; alcune aree dell’isola meritano, ma non sono sempre prioritarie rispetto a Palawan o Bohol.
Quando conviene prenotare un itinerario Filippine?
Appena definite le isole e il periodo. Nei mesi migliori conviene bloccare presto voli, prime e ultime notti e le basi più richieste come El Nido, Coron, Panglao e Siargao.




